Digital Healthcare: una nuova frontiera per la salute globale tra innovazione, intelligenza artificiale e resilienza tecnologica

Eventi pandemici, invecchiamento della popolazione, disparità di accesso alle cure, un crescendo di complessità generale. Queste le sfide principali che i sistemi sanitari sono oggi chiamati a superare. La panacea ai mali che affliggono la sanità è da ricercare nelle nuove tecnologie. La eHealth, la salute digitale, rappresenta una delle soluzioni per l’assistenza sanitaria del futuro. Attraverso l’uso di tecnologie digitali si può semplificare in modo rapido, sicuro ed efficiente l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari, garantendo al contempo elevati standard di qualità.

L’Europa è impegnata nella realizzazione di una strategia per perfezionare l’accesso ai servizi e ai dati sanitari. In questo ambito si colloca anche il Regolamento sullo Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS – European Health Data Space), che stabilisce regole comuni per l’accesso, l’interoperabilità e il riutilizzo sicuro dei dati sanitari personali.
Secondo il sondaggio-studio “2024 Digital decade eHealth indicatori study”, che rappresenta una fotografia aggiornata al 31 dicembre 2023 di 12 indicatori relativi l’accesso dei cittadini UE alle proprie cartelle cliniche elettroniche online, il livello medio di maturità in Europa (UE-27) di questi indicatori vede un ranking del 79%, con un incremento del 7% rispetto alla stessa rilevazione del 2022. I Paesi con un livello di maturità migliore sono:
▪ Belgio (100%)
▪ Danimarca (98%)
▪ Estonia (98%)
▪ Lituania (95%)
▪ Polonia (90%)

L’Italia raggiunge un maturity score dell’80%. Attraverso il programma “EU4Health programme 2021-2027”, l’Europa mette a disposizione 5,3 miliardi di euro per perseguire 4 obiettivi generali: migliorare la salute, proteggere le persone, garantire l’accesso alle risorse sanitarie in caso di crisi, rafforzare i sistemi sanitari anche attraverso la trasformazione digitale del settore. Il programma EU4Health si inserisce in un mercato fortemente in crescita, che è passato dai 16 miliardi di euro nel 2015 ai 31 miliardi nel 2020 e che si prevede raggiungerà circa 45-60 miliardi solo in EU entro il 2030.
La strategia di regolamentazione dei servizi sanitari non è però da considerare come una priorità solo dell’Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha iniziato a riconoscere l’impatto dei sistemi tecnologici e digitali nel campo dell’healthcare fin dal 2005, per poi arrivare a produrre la Strategia Globale sulla Salute Digitale 2020-2025. Una strategia digitale porta con sé l’attenzione su temi relativi alle tecnologie innovative e la sicurezza e resilienza del sistema tecnologico. In questo ambito scrive sia il World Economic Forum, trattando l’impatto dell’intelligenza artificiale nella sanità, sia McKinsey ,che affronta gli aspetti di resilienza tecnologica.

Una strategia globale per la salute digitale
Già nel 2020 l’OMS aveva pubblicato una strategia globale sulla salute digitale. L’obiettivo era migliorare la salute per tutti, ovunque, attraverso l’adozione di soluzioni digitali, accessibili, scalabili e sostenibili. La Strategia Globale sulla Salute Digitale 2020-2025 si basa dunque su una visione centrata sulla persona e mira a rafforzare i sistemi sanitari attraverso l’uso di tecnologie digitali come l’eHealth, l’Internet of Things, l’intelligenza artificiale, la robotica e l’analisi dei big data.

La strategia si articola intorno a quattro obiettivi strategici:
● Promuovere la collaborazione globale e far progredire il trasferimento di conoscenze sulla salute digitale
● Promuovere l’attuazione di strategie nazionali di salute digitale
● Rafforzare la governance per la salute digitale a livello globale, regionale e nazionale
● Promuovere sistemi sanitari incentrati sulle persone
In questo documento di strategia si evidenzia come i dati sanitari debbano essere classificati come dati personali sensibili, o informazioni personali che richiedono un elevato standard di sicurezza. Pertanto, questo comporta la necessità di una solida base legale e normativa per proteggere la privacy, la riservatezza, l’integrità e la disponibilità di queste informazioni. È fondamentale quindi sviluppare ecosistemi di gestione di tali informazioni che siano efficienti, trasparenti e sicuri. La Strategia Globale sulla Salute Digitale 2020-2025 nasce da un lungo percorso, identificato principalmente attraverso tre risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS):
● La risoluzione WHA58.28, adottata durante la 58ª Assemblea Mondiale della Sanità, 25 maggio 2005. Si riconosce l’impatto dell’ICT su: servizi sanitari, sanità pubblica, ricerca e attività correlate. La risoluzione sottolinea l’importanza di rispettare i diritti umani, le questioni etiche e i principi di equità, tenendo in considerazione le differenze culturali, educative, linguistiche, geografiche, fisiche, mentali, di età e di genere. Viene enfatizzata la necessità di una strategia eHealth. La risoluzione esorta gli Stati Membri a sviluppare piani strategici a lungo termine per l’implementazione dei servizi eHealth. L’obiettivo principale è garantire qualità, sicurezza, standard etici e rispetto della privacy. Importante è anche l’esortazione a sviluppare strutture di eLearning (Health Academy) adeguate.
● La risoluzione WHA66.24, adottata durante la 66ª Assemblea Mondiale della Sanità, il 27 maggio 2013, affronta la necessità di standardizzazione e interoperabilità nell’ambito dell’eHealth. Il documento riconosce che l’uso appropriato delle tecnologie è essenziale per raggiungere la copertura sanitaria universale e che la trasmissione sicura ed efficace dei dati sanitari richiede l’adesione a standard specifici. È essenziale garantire una gestione online sicura dei dati sanitari, vista la loro natura sensibile, e aumentare la fiducia negli strumenti di sanità elettronica e nei servizi sanitari nel loro complesso.
● La risoluzione WHA71.7, adottata dalla 71ª Assemblea Mondiale della Sanità, il 26 maggio 2018, ha chiesto all’OMS di elaborare una strategia globale, dando mandato formale. Ha posto le basi per la Strategia Globale sulla Salute Digitale 2020-2025, sottolineando la necessità di governance, trasparenza, protezione dei dati e accessibilità.

“The State of Digital Health 2023″ offre un’analisi completa delle tendenze globali della sanità digitale. I risultati riportati in questo report sono basati sui dati raccolti dal Global Digital Health Monitor (GDHM), piattaforma che raccoglie informazioni sullo stato di maturità in termini di sanità digitale da 67 paesi provenienti da tutte le regioni dell’OMS, dal 2019. La metodologia utilizzata per analizzare i dati raccolti prevede l’impiego di 23 indicatori, mappati in 7 domini, dove a ciascun indicatore viene risposto con una scala di maturità a 5 livelli.
I 7 domini che raccolgono gli indicatori sono:
1. Leadership & Governance
2. Strategy & Investment
3. Legislation, Policy, & Compliance
4. Workforce
5. Standards & Interoperability
6. Infrastructure
7. Services & Applications

Circa il 40% dei paesi raggiunge un livello di maturità medio (3) rispetto alla scala di misurazione, a livello globale. Il dominio “Leadership e Governance” è tra i più maturi, mentre il dominio “Forza Lavoro” è tra quelli che lo sono meno. In questa area è necessario ancora fare molto, risulta infatti assente o non adeguatamente integrata la sanità digitale nella formazione del personale e oltre il 70% dei paesi non ha un percorso di carriera definito nel settore della sanità digitale.

Il potenziale rivoluzionario dell’intelligenza artificiale nella Sanità
(rif. 6 ways AI is transforming healthcare, The Future of AI-Enabled Health: Leading the Way, WEF)
Se è vero che le tecnologie sono il fattore abilitante, l’elemento di forza, lo è anche il fatto che esse sono al contempo la principale vulnerabilità che può affliggere il sistema sanitario. Il WEF esamina il potenziale dell’AI nel settore sanitario, in un contesto in cui circa 4,5 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi essenziali. L’adozione dell’AI sta già mostrando risultati promettenti: dall’analisi di immagini mediche, alla diagnosi precoce; dalla previsione della necessità di ambulanze, fino all’uso di chatbot clinici e co-piloti digitali per l’automazione dei compiti amministrativi. Esempi concreti mostrano come l’AI possa raddoppiare l’accuratezza nell’interpretazione delle scansioni cerebrali, rilevare fratture non viste dai medici, prevedere diagnosi con anni di anticipo e individuare lesioni sfuggite ai radiologi. Strumenti come ChatRWD possono aiutare ad offrire risposte mediche efficaci e personalizzate, migliorando di conseguenza le decisioni cliniche. Ovviamente ci sono anche molte sfide e rischi da gestire. Tre elementi in termini generali possono rallentare la scalabilità della AI nel settore health care:
● la complessità dell’AI nel settore sanitario scoraggia i responsabili politici e i leader aziendali
● un disallineamento delle scelte tecniche con le visioni strategiche
● la scarsa fiducia nell’AI all’interno di un quadro normativo e di governance frammentato
Perché si possa procedere con una larga ed efficace adozione di questa tecnologia (in generale delle nuove tecnologie all’interno di un ambito complesso e proceduralizzato come l’healthcare) è necessario avere chiari alcuni elementi:
● concentrarsi su applicazioni operative attraverso collaborazioni con il mondo privato e misurare i vantaggi (ROI) di tali interventi
● costruire ecosistemi pubblico-privato con obiettivi ben definiti
● formare leader che possano prendere decisioni tecniche strategiche in modo consapevole e responsabile
● costruire fiducia affrontando e gestendo i rischi legati alla AI
● sviluppare un sistema di gestione dei dati innovativo e basato sull’utente, sicuro e nel rispetto della privacy

Resilienza tecnologica in ambito sanità: una priorità strategica
L’inizio del 2025 ha evidenziato in modo chiaro l’importanza del ruolo della cybersecurity e della resilienza nel settore healthcare. Volendo tralasciare da questa trattazione la NIS2 che ovviamente trova una sua piena applicazione in questo settore, troviamo comunque significativa la comunicazione che la Commissione Europea produce in un documento dal titolo “Piano d’azione europeo sulla cybersecurity nel settore healthcare”. Il piano d’azione mira a rafforzare la cybersecurity e la resilienza degli ospedali e dei fornitori di assistenza sanitaria in Europa e si articola su quattro pilastri principali:
1. prevenzione degli incidenti di cybersecurity
2. miglioramento delle capacità di condivisione delle informazioni e di rilevamento delle minacce
3. miglioramento della risposta agli incidenti e del ripristino
4. azioni di dissuasione dal compiere attacchi informatici contro strutture sanitarie
Anche McKinsey evidenzia una dimensione cruciale della digitalizzazione sanitaria: la resilienza tecnologica. I cyber attacchi e le interruzioni IT rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza dei pazienti e la continuità delle cure. Molte organizzazioni sanitarie investono ancora troppo poco in cybersecurity e infrastrutture digitali resilienti.

Solo il 7% dei budget IT nel 2023 è stato dedicato alla sicurezza informatica. Il documento “Tech resilience for healthcare providers:Inaction has a heavy toll” (McKinsey, febbraio 2025) individua cinque aree critiche di intervento:
● concentrazione sui percorsi clinici
● adozione di approcci basati sul rischio
● progettazione proattiva per gestire le interruzioni
● automazione dei processi di risposta
● sviluppo di capacità ingegneristiche IT avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale

Per McKinsey la resilienza non è solo un obiettivo tecnico, ma un imperativo culturale e organizzativo. Occorre integrare la business continuity nel DNA delle strutture sanitarie, tramite simulazioni regolari e una governance proattiva. Le strutture di healthcare hanno una dimensione ed una complessità tale da rendere molto complessa una strategia di resilienza. Uno studio condotto nel 2023 (2023 State of Cybersecurity for Medical Devices and Healthcare Systems) ha individuato su 966 prodotti healthcare 993 vulnerabilità. Nelle strutture healthcare troviamo principalmente 4 tipologie di asset che possono essere soggette a vulnerabilità di tipo informatico, e su tutte queste categorie sono state individuate vulnerabilità:
▪ Classe I (ad es. bendaggi, trasporto e stazioni di monitoraggio), 25 vulnerabilità
▪ Classe II (ad es. monitoraggio dell’anestesia, pompe di infusione e scanner TC), 292 vulnerabilità
▪ Classe III (ad es. pacemaker, valvole cardiache e alcuni tipi di dispositivi impiantabili), 2 vulnerabilità
▪ Informatica sanitaria (software, applicazioni, infrastrutture IT a supporto delle operazioni sanitarie), 741 vulnerabilità
Si individuano nello studio degli elementi che possono aiutare a comprendere come migliorare la resilienza delle strutture di healthcare, ma alcune di queste osservazioni sono largamente applicabili anche ad altri contesti, in particolare troviamo:
– identificare tutti i componenti del processo (tutti gli strumenti che un determinato servizio utilizza per la sua erogazione), compresi sistemi IoT, medical device, terze parti, …;
– adottare scelte basate sul rischio, quindi investire in termini di priorità dove è più urgente;
– irrobustire le architetture, cercare di andare verso modelli più standard ed in grado di sopportare fermi (programmati o meno);
– semplificare i processi e le catene tecnologiche ed automatizzare i processi chiave (l’automatizzazione consente anche un migliore e più efficace processo di monitoraggio).

L’era della digital health è già iniziata e si evolve rapidamente. Tuttavia, per garantire che i benefici siano equamente distribuiti e sostenibili, è necessario grande impegno e collaborazione da parte dei decisori politici, delle istituzioni sanitarie e del settore privato. L’obiettivo è costruire un ecosistema digitale sicuro e funzionale alle esigenze del cittadino che devono restare prioritarie. Non saranno solo le tecnologie che adotteremo a definire il futuro della sanità; il modo in cui le integreremo nei nostri sistemi di cura, nei nostri valori etici e nelle nostre comunità farà la vera differenza.

FONTI:
1. Global strategy on digital health 2020-2025 (World Health Organization), Publication: 18/8/2021
https://www.who.int/health-topics/digital-health#tab=tab_1
2. 6 ways AI is transforming healthcare, Publication: 14/3/2025
https://www.weforum.org/stories/2025/03/ai-transforming-global-health/
3. The Future of AI-Enabled Health: Leading the Way, Publication: gennaio 2025
Read out insights reports on digital and AI best practices
4. Tech resilience for healthcare providers: Inaction has a heavy toll, Publication: 14/2/2025
How to improve cybersecurity in healthcare | McKinsey
5. RESOLUTIONS AND DECISIONS, WHA58.28, 25/05/2005
Microsoft Word – A58_R1_R&D-en.doc
6. RESOLUTIONS AND DECISIONS, WHA66.24, 27/05/2013
EB Document Format
7. RESOLUTIONS AND DECISIONS, WHA71.7, 26/05/2018
Digital health
8. Cyberattack led to harrowing lapses at Ascension hospitals, clinicians say, 19/06/2024
L’attacco ransomware ha portato a strazianti errori negli ospedali di Ascension, dicono i membri del personale: NPR
9. 2023 State of Cybersecurity for Medical Devices and Healthcare Systems, 2023
The research, conducted collaboratively by Securin, Finite State, and Health Information Sharing and Analysis Center (Health-ISAC),
10. 2024 digital decade ehealth indicator study, e 2024 DIGITAL DECADE EHEALTH INDICATOR STUDY, ANNEX – COUNTRY FACTSHEETS, 05/2024
2024 digital decade ehealth indicator study – Publications Office of the EU
11. EU4Health programme 2021-2027 – a vision for a healthier European Union
EU4Health programme 2021-2027 – a vision for a healthier European Union – European Commission
12. The State of Digital Health Report 2023, 2023
The State of Digital Health 2023 — Global Digital Health Monitor , Global Digital Health Monitor
13. Communication Action Plan Cybersecurity Hospitals and Healthcare providers, 15/2/2025
European action plan on the cybersecurity of hospitals and healthcare providers | Shaping Europe’s digital future

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