La competitività europea alla prova del 2025: uno sguardo

L’indagine Eurochambres Economic Survey 2025, basata su quasi 42.000 imprese in 27 paesi europei, rivela che gli imprenditori si stanno preparando a un altro anno impegnativo. Nonostante un leggero aumento della fiducia delle imprese e delle aspettative di esportazione, permane un’impressione generale di stagnazione piuttosto che di crescita necessaria per rilanciare la competitività europea.

Le principali difficoltà identificate riguardano gli elevati costi del lavoro, la persistente carenza di competenze e i crescenti oneri normativi. In particolare, il 74% delle PMI europee dichiara di avere difficoltà a trovare le competenze adeguate per almeno una posizione all’interno dell’organizzazione. In Italia, questa percentuale sale all’81%. Inoltre, il 53% delle PMI europee segnala difficoltà nel trattenere i talenti una volta assunti. Questa situazione è particolarmente sentita in Italia, dove il 63% delle PMI riporta questo problema. La carenza di personale qualificato frena le attività commerciali e ostacola gli sforzi volti a realizzare la digitalizzazione (45%) e la transizione verde (39%).

Un altro ostacolo importante è rappresentato dall’approvvigionamento di energia e materie prime, identificato come la questione più pressante per il 2024. I prezzi elevati al consumo e la bassa spesa privata stanno mettendo a dura prova le vendite interne, mentre i tassi di interesse in crescita rappresentano una minaccia per gli investimenti privati. Le PMI si trovano anche in difficoltà nell’accesso alle opzioni di finanziamento sostenibile, con solo il 35% degli investimenti in sostenibilità finanziati da fonti esterne. Questo divario tra motivazioni e mezzi per la transizione verde rappresenta un’ulteriore complessità per le imprese europee.

Il presidente di Eurochambres, Vladimír Dlouhý, sottolinea l’importanza di migliorare la produttività europea e di fornire un ambiente favorevole alla crescita e alla competitività internazionale delle imprese. L’UE sta adottando diverse misure per affrontare queste problematiche, tra cui l’agenda per le competenze per l’Europa, il patto dell’UE per le competenze e le future accademie per le competenze a zero emissioni nette.

La situazione richiede un approccio equilibrato che tenga conto delle diverse esigenze dei settori industriali e delle dimensioni delle imprese, nonché delle disparità regionali all’interno dell’Unione Europea. Mentre alcune misure proposte, come la semplificazione normativa e gli investimenti in competenze, potrebbero portare benefici a breve termine, altre, come la trasformazione digitale e gli investimenti in infrastrutture energetiche, richiedono una prospettiva a lungo termine e un impegno costante.

Per approfondire, il rapporto completo EES2025 è disponibile sul sito di Eurochambres: https://www.eurochambres.eu/publication/eurochambres-economic-survey-2025-europes-competitiveness-is-at-a-tipping-point/.

  1. https://www.architaengineering.it/blog/indagine-europea-carenza-competenze-qualificate-pmi
  2. https://www.consilium.europa.eu/it/policies/support-to-small-and-medium-sized-enterprises/

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