Origine ed evoluzione dei dazi doganali

Negli ultimi mesi si parla sempre più frequentemente di “guerra dei dazi”, con tensioni commerciali che coinvolgono Stati Uniti, Cina, Canada, Messico ed Europa. Tuttavia, pochi conoscono le origini storiche e l’evoluzione della funzione economica dei dazi doganali, strumenti che affondano le radici nell’antichità e attraversano secoli di storia economica e geopolitica.

Le origini antiche: Grecia e Roma
I primi esempi strutturati di dazi doganali risalgono all’antica Grecia (V secolo a.C.), dove nel porto del Pireo veniva applicata una tassa sulle merci chiamata “pentecosté”. I Romani ereditarono questo sistema dai Greci sviluppando i “Portoria”, tasse doganali applicate alle merci importate ed esportate per finanziare lo Stato romano e le sue attività militari. Fu sotto Augusto (27 a.C.-14 d.C.) che il sistema venne centralizzato con aliquote standardizzate (ad esempio 2% in Spagna, 5% in Sicilia, 2,5% nelle Gallie). Successivamente, sotto Tiberio e Claudio, la riscossione passò gradualmente dai privati (pubblicani) a funzionari statali specializzati nella riscossione dei dazi1.

Medioevo: protezionismo urbano e mercantile
Nel Medioevo i dazi assunsero un ruolo prevalentemente protezionistico. Le città-stato italiane (come Venezia, Genova e Firenze) imposero tariffe doganali per tutelare artigiani e mercanti locali dalla concorrenza straniera. Analogamente, in Inghilterra furono introdotti dazi sull’esportazione della lana per proteggere l’industria tessile nazionale. Questi dazi favorirono la crescita economica locale e il consolidamento politico delle città medievali.

Epoca moderna: mercantilismo e rivoluzione industriale
Tra XVI e XVIII secolo dominò il mercantilismo: i dazi divennero strumenti fondamentali per aumentare le riserve auree degli Stati europei. Francia, Inghilterra, Spagna e Olanda adottarono politiche tariffarie aggressive per sostenere le proprie manifatture nazionali ed espandere il commercio coloniale.
Con la Rivoluzione Industriale (fine XVIII – XIX secolo), i dazi assunsero un ruolo strategico ancora più evidente. La Gran Bretagna adottò inizialmente politiche protezionistiche (Corn Laws), ma dal 1846 si orientò verso il libero scambio. Altri paesi europei, come Germania e Francia, continuarono invece a utilizzare i dazi per sostenere l’industrializzazione nazionale.

XX secolo: dal protezionismo alla liberalizzazione
Il Novecento vide un’alternanza tra protezionismo e liberalizzazione commerciale. Dopo la crisi del 1929 molti paesi aumentarono drasticamente le tariffe doganali causando un crollo del commercio internazionale. Per superare questa situazione nacque nel 1947 il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), con l’obiettivo di ridurre progressivamente le barriere tariffarie globali.
Nel secondo dopoguerra si svilupparono accordi regionali come la Comunità Economica Europea (1957), che portò nel 1968 alla creazione dell’Unione Doganale europea eliminando i dazi interni tra gli Stati membri.

Oggi: ritorno al protezionismo?
Negli ultimi anni si è assistito a una nuova fase di tensioni commerciali globali. L’amministrazione Trump ha imposto tariffe elevate su acciaio, alluminio e prodotti tecnologici provenienti da Cina ed Europa. Questi interventi hanno avuto effetti economici rilevanti: aumento dei prezzi al consumo, rallentamento della crescita globale e instabilità finanziaria.
Mario Draghi ha recentemente sottolineato che questi nuovi dazi avranno conseguenze negative sull’economia europea ed italiana nel lungo termine. Secondo Draghi, l’Europa è particolarmente vulnerabile alle guerre commerciali data la sua forte dipendenza dal commercio estero. Durante il suo intervento al Parlamento Europeo nel marzo 2025 e nel rapporto sulla competitività europea del settembre 2024, Draghi ha proposto diverse misure per affrontare queste sfide:

  • Coordinamento delle politiche commerciali europee.
  • Emissione comune di debito europeo per investimenti strategici.
  • Politiche industriali integrate per difendere settori chiave.
  • Riduzione delle barriere normative interne all’UE, considerate equivalenti a un “dazio implicito” molto elevato.

Draghi ha inoltre avvertito che i nuovi dazi statunitensi potrebbero favorire un’invasione di prodotti cinesi in Europa o incentivare le aziende europee a spostarsi negli Stati Uniti grazie a tasse più basse ed energia meno costosa.

Conclusioni: riflessioni per il futuro
La storia insegna che i dazi possono essere strumenti utili per finanziare lo Stato o proteggere industrie strategiche nazionali; tuttavia, quando diventano armi geopolitiche possono generare tensioni internazionali difficili da controllare.
In questo scenario complesso diventa fondamentale comprendere le dinamiche storiche ed economiche che hanno portato all’uso attuale dei dazi doganali. Solo così sarà possibile elaborare strategie efficaci per affrontare le sfide future.

Bibliografia

  1. Origine ed evoluzione dei dazi doganali: Dai Portoria romani alle guerre commerciali moderne. Documento di analisi storico-economica (marzo 2025). Redatto sulla base di consultazioni specialistiche e fonti primarie e secondarie.
  2. Taxation in ancient Rome. Wikipedia. https://en.wikipedia.org/wiki/Taxation_in_ancient_Rome
  3. Portoria. Fiveable. https://fiveable.me/key-terms/world-history-to-1500/portoria
  4. The History of Tariffs and Their Evolution. FasterCapital. https://fastercapital.com/topics/the-history-of-tariffs-and-their-evolution.html
  5. Medieval Customs Accounts. The National Archives. https://www.nationalarchives.gov.uk/help-with-your-research/research-guides/medieval-customs-accounts/
  6. History of Tariffs. Shapiro Resources. https://www.shapiro.com/resources/history-of-tariffs/
  7. Trump Tariffs & Trade War. Tax Foundation. https://taxfoundation.org/research/all/federal/trump-tariffs-trade-war/
  8. Global trade war intensifies as US tariffs on metals imports take effect. Al Jazeera (12 marzo 2025). https://www.aljazeera.com/news/2025/3/12/global-trade-war-intensifies-as-us-tariffs-on-metals-imports-take-effect
  9. Draghi, M. (2024). The Future of European Competitiveness. Rapporto alla Commissione Europea, settembre 2024.
  10. Intervento di Mario Draghi al Parlamento Europeo sul rapporto sulla competitività europea. Trascrizione ufficiale, 15 marzo 2025.
  11. Trump Tariffs: The impact on global trade and economy. AHDB. https://ahdb.org.uk/news/trump-tariffs-the-impact-on-global-trade-and-economy

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